CONTINUO 3: SECONDA PUNTATA
...Dante è distratto da un cane che abbaia e corre…il cane si ferma accanto a Dante. Scodinzola; è felice. Lucia è lì, a pochi passi da lui, in tuta da corsa. Le sembra così assurdo averlo incontrato… Rimane ferma a guardarlo…il buio della sera la nasconde.
Dante accarezza il cane, e gli chiede: “anche tu tutto solo?! Beh almeno te sei felice…”
Lucia allora cambia espressione, fa qualche passo avanti e dice: “e tu Dante? Tu non lo sei?”
Dante si blocca, non si volta. Ha capito di chi è la voce e vuole “respirare” prima di risponderle.
D: è tardi. Non dovresti essere qui…potrebbe essere pericoloso…
Lucia si avvicina alla panchina
L: posso?
Dante fa cenno di si.
L: è da quando ti preoccupi per me?
Dante si volta, la guarda per la “prima volta” negli occhi; rimane fisso su di lei, ma non risponde. Lucia allora capisce che la sua domanda è stata alquanto “superflua” e distoglie lo sguardo.
D: non sapevo avessi un cane…(la prima cosa che gli viene in mente…pur di rompere il ghiaccio)
L: Infatti non è mio. Beh in effetti credo che non sia di nessuno. Ogni volta che vengo qui passa il tempo con me.
E Dante “stringe” il muso al cane e sorride, come per dire: “Neanche tu riesci a fare a meno di lei, eh?”
L: senti Dante…
E in sottofondo un tuono
D: andiamo via. Sta per piovere… (ribatte lui per evitare l’argomento).
Lucia capisce che non ne vuole parlare, ma sa che in qualche modo dovranno farlo.
Dante si alza; il cane (che si era acquietato-si può dire?-vicino a Dante) pure. Dante fa il primo passo, posizionandosi di profilo di fronte a Lucia che è rimasta seduta. Lei afferra la mano di lui. Non dice una parola. La testa bassa. Dante è immobile; guarda dritto davanti a sé. Vorrebbe resistere. All’improvviso un altro tuono rimbomba nel cielo e la pioggia scende giù. Fina fina, lenta lenta.
L: resta con me.
E stringe ancor di più la mano a Dante
Il cane si risiede e per non bagnarsi si ripara sotto la panchina.
Dante cerca di resistere ancora, invano…abbassa la testa, la guarda. Davanti ai suoi occhi gli si para uno sguardo che urla disperatamente: “resta,ti prego…”