FINALE 1

Lucia, seduta sul divano, non faceva che sentire quella canzone…l’aveva sentita tornando a casa in macchina e poi aveva messo il cd perché voleva solo farsi del male, la sua testardaggine, il suo orgoglio, le sue barriere stavano crollando un po’ ma dopo quello che era successo stamattina la solitudine era il triste destino che pareva le venisse in contro.

Quella mattina.
Ancora una noiosissima e combattuta riunione al Cda , Lucia sperava di potersela cavare in un’oretta per poi poter andare a correre, aveva proprio bisogno di sfogare un po’ tutta l’energia, la rabbia e la solitudine che in questi giorni provava.
Le cose invece le cose erano più complicate del previsto. Le finanze della scuola erano in rosso ormai già da un pò e neanche il Cda aveva più voglia di lottare: la scuola economicamente era solo una rimessa…certo tutti amavano l’arte ma amavano di più i soldi e gli affari, così era stato deciso: la scuola sarebbe stata chiusa entro breve e Lucia alla notizia immediatamente pensò: <Dante...come posso dirlo a Dante?E ai ragazzi? I loro sogni, le loro ambizioni svaniscono nel nulla da un momento all’altro, loro che hanno fatto tanta fatica, tanti sacrifici per quella scuola ...e poi… e poi c’è ancora Dante che ci ha messo l’anima lì dentro, la scuola è la sua casa e il suo futuro e io adesso che gli dico? Con che coraggio vado li è gli dico che la cosa più importante della sua vita è finita?>
Sicuramente la scuola non era il posto adatto dove potergli dire una cosa del genere così decide di chiamarlo <e dai Dante rispondi!Dove ti sarai mai cacciato?>
Nel frattempo Dante appena giunto nel suo ufficio sente il telefono squillare ma non aveva neanche voglia di rispondere però stranamente una piccola vocina gli diceva <su direttore, hai paura anche del telefono adesso? Non può essere certo Lucia> e invece…
-“Pronto” -“Ciao Dante” La voce calda di Lucia gli invade ogni senso e rimane così imbambolato per qualche secondo “Dante ci sei?”- “Si scusami Lucia, qual buon vento ti porta?” -“Ho bisogno di parlarti urgentemente Dante” “Sai dove trovarmi” -“No vieni a casa mia, ora, ti aspetto” -“Ora? Ma guarda che io ho una lezione tra poco”- “Beh per oggi i ragazzi faranno a meno di te, lo sai che se non fosse una cosa importate non ti avrei chiamato”.
Così Dante si ritrova davanti alla porta di Lucia attendendo che lei venisse ad aprire.
“Ciao, vieni ti aspettavo, vuoi un caffè?” -“E’ bello rivederti anche per me Lucia, si sto bene grazie e tu?”- “Dante non ti ho chiamato per far conversazione ma ho una notizia importatane da darti”
“Mi pareva strano che improvvisamente tu avessi avuto voglia di vedermi e di starmi vicino…peccato avevo quasi pensato che ti fossi resa conto di come diavolo di stai comportando…ma adesso non importa, qual è la grande notizia che devi darmi?”
Lucia non ha neanche il coraggio di guardarlo negli occhi, gli volta le spalle, si avvicina alla grande finestra che si affaccia su Roma e sussurra “La scuola chiude Dante, ho provato a chiedere al Cda un po’ di tempo, ma sono irremovibili, o trovate un acquirente nel giro di una settimana oppure per la scuola delle arti è la fine” Lucia rimane li impassibile aspettandosi che Dante le scaricasse addosso tutta la rabbia e il dolore e invece lui le domanda quasi incredulo, ma con l’aria di chi in quel momento aveva perso tutto: “E ora che ne sarà dei ragazzi, del loro futuro, dei sogni? Chi glielo dirà eh? Tu forse Lucia?? Tu che hai sempre sperato che anche questa scuola facesse parte di uno dei tuoi numerosi successi…beh complimenti Dott.ssa Vannucchi ha fatto un ottimo lavoro non solo ha distrutto le speranze di quei ragazzi ma ha mandato a monte i miei sacrifici, i miei progetti e mi ha illuso fino ad adesso che quello che leggevo nei suoi occhi fosse vero…è sicura di non aver mai fatto l’attrice?”
Le parole la feriscono e vorrebbe piangere vorrebbe dirgli che quella scuola l’aveva all’inizio fatta arrabbiare, poi l’aveva capita, l’aveva amata e che lo sguardo di quei ragazzi mentre davano se stessi nel canto, nel ballo e nella recitazione l’aveva totalmente rapita….come l’aveva rapita lui con i suoi modi di fare, i suoi occhi dolci, i suoi baci e le carezze e invece un muro piano piano si stava costruendo nuovamente attorno al suo cuore…
“Prof. Salimbene se vuole che sia io a dare la notizia non ci sono problemi d’altronde i ragazzi devono ringraziare lei e la sua cattiva gestione per la fine della scuola, non è stato capace neanche di fare il professore, figuriamoci il direttore…forse può imbambolare delle persone ingenue con le sue parole da grande attore ma non certo me…L’avevo fatta venire qui solo perché non volevo che accadesse una scenata davanti ai ragazzi…beh adesso possiamo andare anche a scuola…e in bocca al lupo” “E così? E’ con due parole che liquidi la scuola e me? Non hai un bilancio al posto del cuore…hai un sasso, sei fredda e cinica…” Lucia sperava che quelle parole finissero come mesi fa quando Dante le disse alla fine di una cosa simile…sei bellissima , ma stavolta Dante se ne è andato senza batter ciglio, freddamente le ha detto Addio e in quell’addio si erano infranti tutti i suoi sogni.