FINALE 2

E’ sera. Dante è a casa sua. (Luce opaca)
Sta cenando. Un panino sbocconcellato. E’ solo, seduto al tavolo della sua cucina. Sembra non abbia fame. Ha lo sguardo triste, perso nel vuoto. Si passa una mano fra i capelli. Guarda il telefono. Sospira.

Lucia è a casa sua. (Luce molto forte)
Cammina nervosamente avanti e indietro.
“Diavolo!”
Posa le due mani sullo schienale di una poltrona. Quasi a volersi sorreggere.
Suona il telefono.
L: “Pronto?”

L: “Pronto? Pronto?! Ma chi… …”
Dall’altra parte riattaccano.

Lucia vede chi l’ha chiamata. (Eh eh plausibile Dante non conosca certi scherzetti della tecnologia!)
Richiama Dante.
Segreteria telefonica. Segnale acustico.
L: “Dante? Dante? DANTE! Lo so che sei in casa… ho visto che mi hai chiamato! Dante mi vuoi rispondere?!” (dice con tono arrabbiato)
Silenzio.
L: (più dolce) “Dante… Dante… lo so… io… ecco… io capisco come ti senti… Dante? Mi stai ascoltando? Perché non vuoi più lottare? Sei… sei l’uomo più testardo che io conosca… sai… (ride) di solito, sono brava a intimorire gli uomini… loro non si aspettano che una donna possa dar loro filo da torcere… sai… questa… beh, questa è sempre stata la mia arma vincente… lasciare gli uomini disarmati… senza difesa… spiazzati… stupiti… e mentre loro si riprendevano io facevo man bassa del bottino… sono una lottatrice (ride)… ma la sai una cosa? Ho sempre sperato di trovare qualcuno che non mi adulasse, che reagisse… qualcuno che non si lasciasse fregare… ti giuro (ride) mi dicevo: chissà se da qualche parte del globo c’è un uomo capace di fare a me quell’effetto che io faccio agli altri… e un giorno ho trovato un uomo… l’uomo più distante da me che io abbia mai conosciuto… (ride) che… ecco… mi ha spiazzata… contrastata… punta nell’orgoglio… stizzita… e che allo stesso tempo mi diceva le stesse parole che altri mi avevano già detto ma… dalla sua bocca suonavano così… così…”
Dante alza lo sguardo che fino ad allora aveva tenuto basso, risponde:
D: “così?? Così??? Lucia? Così?” (con tono suadente)
L: “ma non lo so… però vedo che ci sei… ?!”
D: “cos’era un modo per farmi venire al telefono?”
L: “Perché no?”
D: “Ah… allora… è solo l’ennesimo dei tuoi trucchetti?” (ride sospirando)
L: “Vorrei tu reagissi…”
D: (gridando) “Lucia, che diavolo vuoi che faccia? La scuola chiude, che diavolo posso fare? Incatenarmi davanti all’entrata…???!!!”
L: (ridendo) “Non sarebbe una cattiva idea…”
D: “Non ho voglia di scherzare…”
L: “Neanch’io Dante… ma torna a scuola… stamattina non c’eri…”
Dante la interrompe: “Sei passata da scuola…?”
L: “Si… cercavo te… e Francesca mi ha detto che non hai in mente di lottare… non è da te… o hai perso nelle tue crociate contro di me tutta l’energia?”
D: “Stamattina ero da un avvocato… non ho detto nulla per non dare false speranze… non mi sono mai arreso… ma non ho ancora trovato alcuna soluzione… e comunque non voglio certo abbandonare tutti così… se temevi di perderti l’ennesimo spettacolo… non ti deluderò… non lascerò che la tua bella società distrugga quello che ho costruito, senza combattere… non starò a guardare, Lucia…”
L: “Ah beh… se è così… non hai certo bisogno di me… vedo che te la cavi benissimo da te…”
Dante non parla… vorrebbe dire che ha bisogno di lei ma… resta zitto.
L: “Dante…”
D: “Cosa?” (dice quasi con apprensione…)
L: “Niente… niente… ora devo andare…”
D: “Lucia…”
L: “Ciao…”
D: “Ciao….”

Il giorno dopo Dante è in aula con gli altri professori e dice: “Piuttosto la brucio!”
A quel punto entra Lucia: “Beh, si, questa si che è una soluzione…”
D: (un po’ irritato) “Ah… e tu che ci fai qui?”
L: “Ti ho portato i fiammiferi… Dante…” e gli mostra un foglio con un bando di concorso
L: “il premio è una grossa somma in denaro, tanta pubblicità, tante entrate… io non lo eluderei… prima di bruciare…”
Dante la guarda fisso negli occhi. Lei ricambia. Si guardano intensamente. Si dicono tutto con lo sguardo.

Preparazione del concorso, Lucia ronza continuamente per la scuola, sguardi continui con Dante…
Uno di questi incontri nell’ufficio di dante:
L: “come va?”
D: “come va cosa?”
L: “la preparazione, Dante… la preparazione…”
D: “Ah… si… certo… bene… sai, i ragazzi sono tesi… ma… sono in gamba… sono in gamba…”
Si guardano negli occhi.
D: “Grazie per quest’opportunità…”
L: “Non devi ringraziarmi… l’ho saputo… mi sembrava possibile… e non è stato difficile inserire la scuola anche se i termini d’iscrizione erano scaduti…”
D: “ma non parlavo solo di questo…” (e la mangia con gli occhi)
L: “ah, e di cos’altro?” (e si aspetta chissà che…)
D: “beh… sembra tu sia passata dall’altra parte della barricata…”
L: “perché la vedi come una guerra?”
D: “Non sei tu che parli di lottare… vincere e perdere… anche in quella telefonata…”
L: “Lascia stare quella telefonata…”
D: “Perché?” (e dicendo questo si avvicina a lei, le accarezza il braccio, poi il volto… sempre di più…si avvicina…)
L: “No… Dante…”
Lucia si allontana.
L: “Non ero in me quella sera… ero dispiaciuta… pensavo tu avessi gettato la spugna…”
Dante ci resta di ****.
L: “Speriamo solo che le cose vadano per il verso giusto…” Ed esce.

Concorso. Vincono il primo premio.
Quando lo annunciano Dante e Lucia sono vicini e allo scoppiare del fragore per la vittoria sono felici anche loro e si abbracciano d’istinto. Si stringono. Un abbraccio che sembra non finire mai. Mentre tutti festeggiano loro due si perdono l’uno nelle braccia dell’altra. Si sfiorano le guance. E pian piano avvicinano le loro bocche, si sfiorano le labbra e si baciano. Un bacio appassionato, profondo, come se il mondo non esistesse. Poi si guardano negli occhi intensamente e nei loro occhi c’è il desiderio di fare l’amore…
Simone: “A’ Dante… è fatta!” Lo chiama. Dante si gira e va verso di loro i ragazzi lo tirano, lo coinvolgono e nel gran caos Dante cerca con gli occhi Lucia… non la vede più.


Virgilio: “Ora saremo su tutti i giornali… il cda non potrà più considerarci un peso… anzi credo… siamo diventati la loro miniera d’oro…” dice guardando la marea di giornalisti che investono Dante. (PS: Virgilio è con Caterina, è certo che quei due finiscono insieme!)
Dante risponde sbadatamente alle domande. Cerca Lucia. Ha ancora il suo sapore sulle labbra. Appena riesce a svincolarsi la cerca, Virgilio si avvicina: “E’ andata a casa… l’ho vista io…”
Dante esce di corsa e si reca a casa di Lucia. Bussa alla porta. (il portone era aperto)
Lucia apre. Lo vede e sorride.
L: “Che ci fai qui?”
D: “No… che ci fai tu qui? Perché sei andata via..?”
Lucia indietreggia, come a far capire a Dante: “entra”…
L: (sorridendo) “Mi chiedevo se saresti venuto….”
D: “Ma tu fai sempre così?”
L: “Così come?”
D: “Il contrario di quello che vuoi…”
L: “Ah si? No, io faccio sempre la cosa che credo più giusta… tutto qui… perché… cos’è che dovrei volere?”
D: “Me”
L: “Ah… (ride) e chi lo dice?”
D: “ Tu… i tuoi sguardi… e poi quella telefonata… sono io l’uomo testardo che stavi aspettando… quello che non ti adula, che reagisce… quello che non si lascia fregare… l’uomo capace di fare a te l’effetto che tu fai agli altri… l’uomo più distante da te che tu abbia mai conosciuto… che… ti ha spiazzata… contrastata… punta nell’orgoglio… stizzita… e che allo stesso tempo ti diceva le stesse parole che altri ti avevano già detto ma… dalla sua bocca suonavano così… così…”
L: “uniche… diverse…” continua Lucia
D: “Come se nessuno ti avesse mai detto: (la guarda intensamente e si avvicina alla sua bocca) ti amo”
E si baciano con passione, lui le sbottona la camicetta e le bacia la pelle con passione, lei gli toglie la giacca e mentre si baciano sbottona la camicia… bottone dopo bottone mentre le loro lingue si intrecciano dolcemente e poi (ammazza devo censurà…) diciamo solo che s vedono a letto ansimanti con una musica un sottofondo mentre i loro corpi si intrecciano…